Pubblicato da: Autore su: 17 marzo 2010
Quanti fili ho appeso all’albero della vita
nel trascorrere di stanche lune mute
cercando la parola amore
nel dizionario vuoto dell’umanità
attraversando con ansia boschi di pioppi scheletrici
bagnati da nebbie di città sporche
buttando sogni bambini
dentro arcobaleni sconosciuti
interrogando il mondo nei fotogrammi
di un film che non avrà spettatori
assistendo ogni minuto con rabbia
alle ingiustizie subite dall’altro
che il viandante il saggio il giusto
mi indichi la strada per la festa degli umili
mentre la farfalla lieve sul fiore rosso
riposa nel futuro già morto
e i filamenti d’argento appendono
sulle labbra le parole
il vecchio albero sopraffatto dal tormento
inesorabilmente cadrà
Renzo Furlano
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