Poeta maledetto
Sapore del pensiero
d’antico blu
d’infinito marenella sabbia
l’impronta
odora d’amoremi accarezza
il pensiero
del poetamaledetto,
che si ubriaca
con le sue parolescrive parole d’amore
che si vergogna a dire
per paura di farsi scoprirecostruisce sogni
con la sabbia
che scendea nulla vale
il volo
dell’aquilonelui, continua
a scrivere
delle discese e ascesesogna nella stanza
solo, con l’aria
e le parole danzanel vuoto
denso
il bacio dell’abbandono
Tra i granelli di sabbia mi cerco
Tu che giudichi
non chiedermi chi sono
dove, incerti muovono i miei passi.Chiedimi cosa vorrei
mentre la sabbia scorre ruvida
sotto i miei piedi.Il gabbiano gioca con me e con l’aria
nel silenzio del profondo rumore
del vento e del mare.Cielo che si veste di festa
nella notte di San Lorenzo
elegante indaco d’agosto.Le stelle cadono brillanti
per ogni lacrima
che bagna la camicia.Fra i granelli di sabbia umida
si perde lo sguardo
nella vana ricerca della cometa.
Azzurro, grigio mare
canto al mare che cambia colore
Azzurro, grigio mare.
Sabbia:
sono come un granello
infinitamente piccolo
e grigio.
Sottile distesa vuota,
dimentica di colori e voci.
densa di uomini
sperduti
che cercano felicità.Azzurro, grigio mare.
Grigio
di sfumate nuvole,
che rapide come il pensiero,
vanno ad abbeverarsi
dove finisce il mare
grigio
e lì si fondono
in un punto infinitesimale
altrettanto grigio.Azzurro, grigio mare.
Lampo:
uno strale improvviso di sole,
pare incrinare il plumbeo velo
e par che dica:
“Solo io dono la vita”.Azzurro, grigio mare.
Poesia
di rumori e odori,
costante desiderio di guardare
oltre l’orizzonte
grigio.
Cerco altri punti infinitesimali,
altrettanto grigi.
Futuro cenere!
Grigio, azzurro mare.
Congiunzione azzurra
canto azzurro al mare
Sfumature di colori
Sovrapposizioni di figure
Staccano lontane.Linea sottile della vita.
Infinito cielo
Insieme azzurro
Immenso mare.Ore dicianovediciotto.
Leggero
Un gabbiano
Accarezza.La vela bianca.
Fruscio di vita
Nel silenzio
Assoluto.
L’alba
canto alla metamorfosi del mareAllo schiarire della notte
L’aria frizzante odora di mare
La sabbia fredda accoglie nuove impronte
Il silenzio s’alterna allo schiaffeggiare delle onde.Una vecchia snocciola speranzosa il rosario
La suora in bianco cammina verso il giorno
Giovani che corrono verso qualche futuro
Anziani insonni pensano passeggiando al passato.Guardano le conchiglie pudiche rovesciate a celare la morte
Diverso mi scopro con i piedi nell’immenso
Incuriosito dai sassolini levigati dalla storia
Con strani segni parlano della loro tristezza.Lentamente si sveglia la spiaggia colorata
Suoni canzonati martellano la quiete
I bambini ridono e piangono e non fanno “Ooh”
Prende posto la marea arrogante.Un mezzo pesante a forte velocità
Taglia la scena surreale
Il silenzio della solitudine dell’immenso
Dalla rumorosa moltitudine che invaderà.Mostri puzzolenti mangiano e mugugnano
I resti della ricca umanità
La mia ombra grigia dilunga sulla sabbia
Un ragazzo chiede l’ora: seietrentasette.Il sole comincia a riscaldare il corpo
Un’altra solitudine m’invade
Una bottiglia di Levissima sputata dal mare eterna giace
Acquisto il giornaleRitorno a morire nell’umanità.
Le mie vacanze al mare
canto al mare privo d’acquaSi fa sera al mare.
SolitarioSu a destra cavalloni di nuvole grigie
Sfumano a manca in rosa
Sottile la parentesi gialla della luna.un passero
Figure vuote brune e bianche
Ricercano felicità pagate
Simulano i camerieri ruoli obbligati.sfiora
Cerco la vita
Nei suoni ed immagini
Del passato.la luna.
Mare tempestoso
Ciclopiche figure
turbano il sonno,
una deviante inquietudine
squassa il corpo.Forti colori
tempestano la mente,
caroselli di pensieri
dominano il presente.Ciò che vorrei non sono.
Ciò che sono non vorrei.
M’immergo in me.
Grigio sabbia
canto al mare che scolora i ricordiRicordi bui
Di un triste passato
Rivivono
Nelle onde perenni
Del mare
Che scolpiscono
La riva
Indifesa.Cemento grigio sabbia
Soffoca
Il desiderio
D’amare
Nella conchiglia
Solitario
Riecheggia
Il dolore.
Ode all’acqua
All’acqua, bene primario e precario dell’umanità
Acqua che nasci
dalle lacrime del cieloacqua fresca che furiosa
scorri nei fiumiacqua dolce che tranquilla
brilli nei laghiacqua salata che impetuosa
ondeggi nei mariacqua limpida che schiettamente
rifletti il passatoacqua forte che plasmi
dove passiacqua da cui emerse Afrodite
e nascose Atlantideacqua benefica
perché curiacqua pura
perché dissetiacqua perpetua
perché doni la vitaacqua da cui proveniamo
e di cui siamoacqua che ora sei
e poi fuggiacqua impossibile
per Glauco e Scillaacqua che magica
dai rubinetti fuoriesci.Acqua che non sempre
ovunque esci!
La fontana zampillante
La fontana gioiosa
come i giochi dei bimbi
canta felicità remote.Gocce di diamanti
gorgoglii di vita
trasparenze di colori
immagini riflesse
schizzi di allegria
spruzzi di fantasia.Zampillante acqua
che scorri sempre
fuggendo al presente.
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