Come un soffio

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Ho inseguito
molti pensieri
camminato nella speranza
di sogni spezzati
una stretta strada
impolverata
come sospesa
nell’attesa
della brezza
fredda
che rischiara
la realtà.

Ho cercato
ciò che
sembrava
Amore
in ogni altrove
in ogni momento
nel vento
nel mare
su nel blu
in una donna
nel tempo
t’attendo.

Ho presunto
e sbagliavo
nel dirmi importante
volevo
oh, io
piccola formica
lasciare orma
del mio breve cammino
leggero
come il trastullare
di una foglia
che cade nell’ultima stagione
Renzo Furlano

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Poesia!

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Candela
Stanotte
– come altre –
trattengo il cielo sveglio per comporre una poesia.

Appena scritta
mi arrampicherò
su una cresta malinconica,
raggiungerò la tua camera buia.

Sulla spalliera del letto
distenderò silenziosamente
I miei versi:
trasformati in candela
li accenderò per te.

Khabat (in curdo significa lotta), pseudonimo di Tarik Aziz, nasce il 1° settembre 1963 nel villaggio Karanau presso la città petrolifera di Kurkuk nel sud del Kurdistan

Moraro ìncontra la poesia e la musica

tn_ll1.jpgMoraro ìncontra la poesia e la musica
Giovedì 23 agosto – ore 21.00  a MORARO (Go)
presso“frasca da Aldo” via Petrarca 17 (a fianco del Municipio)

“INCREDIBILMENTE VICINO” (Terza edizione)

Autori, poesie, letture, musica con
IVAN CRICO (Pieris/Go), RENZO FURLANO (Cormòns/Go), MANUELA PECORARI (S.Lorenzo/Go)
GIACOMO SANDRON (Portogruaro/Ve) e Mauro RADIGNA, chitarra

Ivan CRICO Poesia in bisiaco. Un mondo che si manifesta, le sue atmosfere, il suo tempo, le sue luci. Quando la natura incontra la memoria e il cuore.

Manuela PECORARI  L’intensità del volere comunicare. Le parole diventano espressione, suono e significato.

Giacomo SANDRON La continua ricerca. Lo sguardo dello scrivere. Scrivere lo sguardo.
 
Renzo FURLANO Una intimità che si fa confessione. La poesia come epifania del vivere. quasi sottovoce. Per sentire meglio.

La libertà

tn_rosa.jpgNella mia poesia
se mi tolgono i fiori
mi muore una stagione
se mi tolgono la fidanzata di stagioni
me ne muoiono due
se mi tolgono il pane me ne muoiono tre
se mi tolgono la libertà
mi muore tutto l’anno e così muoio anch’io

Sherrko Becas poeta Kurdo

Ales Steger, un grande poeta, un amico

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Il viaggio
Dovunque andrai,
dovunque la tua ombra si mescolerà con gli estranei,
sappi che là, dove ti aspetto, non tornerai più,
e che quello che ti aspetta non sono più io.
Perciò: cammina sulle ombre. Che ti sollevino come un tappeto
Volante nell’aria e ti conducano dall’altra parte del cuore.
Là, al sicuro, proseguirai e tutto ciò che rimarrà
si mescolerà con il futuro.
Così riceverai il sangue bianco che cercherà la notte nel suo.
Addormentati: che i fiumi ghiacciati ti portino racchiusa in un fiore là
Dove non c’è sete e son libere le vene.
Da lontano giungerai,
sullo stame ti sveglierai, cambiata, e sentirai
che anche lui, che dorme accanto a te, sta arrivando da lontano.
Riconoscilo: sappi che sono io
e che siamo, all’inizio di un nuovo viaggio, di nuovo a casa.
Ales Steger

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Ho un sogno

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Ho un sogno!
 Ho un sogno che la terra
sia un insieme di superfici trasparenti
   che s’iridano
con pianure e montagne, fiumi e mari
   nuance di ricchezze
con donne e uomini
   che raccontano colori, profumi e pensieri
con la profondità
   dei solchi delle civiltà
che si sovrappongono e si spostano
   in ogni altrove
mossi dalle mani del bambino
   che non conosce la colpa
 l’una sull’altra
con la semplicità degli elementi
   che intorno a noi si muovono
 Ho un sogno che la terra
accarezzi le nuvole
  senza muri già visti
costruiti con i mattoni dell’incomprensione
  senza che il bisogno
sia il metronomo della morte
  senza che si alzi la testa
se non per guardare il cielo
  senza navi che vanno alla deriva
nel mare che non c’è
 ma che accoglie
tutti nella terra di tutti
tutti con uguale dignità
tutti sotto lo stesso sole