Ali di cera

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Pace
E che da ora non accada più
che ci si volti al diverso
ma nell’arcobaleno
insieme si scriva
una canzone difficile
che fa Pace e Libertà 

 

Ogni mattina
Ho visto
il mondo rinascere ogni mattina

ho visto
una giovane cinese con l’ombrello al sole

ho visto
l’umanità spartirsi la povertà

ho visto
uomini morire sotto le bombe

ho visto
altri arricchirsene

ho visto
il nulla completarsi col vuoto

ho visto
una metà morire di fame

ho visto
l’altra rischiare l’eccesso

ho visto
vincere l’ingiustizia

ho visto
calpestare la giustizia

ho visto
ogni mattina rinascere un mondo…

 

Mani
Mani che uccidono
mani che colpiscono
mani che odiano

Mani tremolanti
mani titubanti
mani d’angoscia.

Mani che supplicano
mani che pregano
mani protese.

Mani che sfiorano
mani che accarezzano
mani che desiderano.

Mani che amano.

 

Progresso
Pioggia di acidi,
alberi scheletriti,
animali estinti.

Sorrisi inumani,
speranze tradite,
sogni dispersi.

Le città inquinate,
il respiro affannoso
di lenta agonia.

Lamiere contorte
di automobili morte.

Nebbia di fumi,
nebbia di mali.

Fior di città,
fior in nero.

Avanza l’inquinamento.
Muore l’umanità.

 

La sconfitta
Uccelli metallici mortali,

sorvolano invisibili,
il cielo dell’umanità.
Il malvagio rumore,
ti penetra nella mente,
s’incunea nella pelle.

Un passato mai vissuto,
si fa presente non voluto.

Il loro carico di ferocia,
s’abbatterà
su tutta l’umanità.
La ragione
lascia il posto all’odio,
le armi zittiscono l’intelligenza.

 

Natale
Buone feste a tutti,
a tutti un presente e un futuro di lavoro e salute…

Nell’attesa dei gioiosi momenti di festa,
protetti dalle nostre case,
avvolti nel calore di cari e amici,
ricche tavole imbandite,
stanze empie di regali,
luci, speranze, quasi certezze.

Dedichiamo venti secondi,
solo,
venti battiti di un momento,
a chi
non ha le nostre possibilità,
a chi
lotta per la vita,
nella malattia, guerra o carestia,
in posti vicini o lontani.

Non sappiamo dove,
ma può essere anche qui.
Non sappiamo chi,
ma può essere anche il nostro vicino.
Il suo credo, il suo colore,
ma importa?
Solo venti secondi,
il tempo per morire di un bambino…

nel mondo ogni venti secondi muore un bambino per fame! Solo per fame!

 

 

Beslen. Perché?
Beslen. Perché?
1, 10, 100; Beslen
mille perché
Ruanda, palestina o altrove!

Giorno di scuola
approccio gioioso nella palestra della vita
fotogrammi spezzati
di fresco gioco.

Distruzione e morte.
Nulla; dopo
come la nostra indifferenza
terreno orrido di odio.

Sguardi di paura.
Sguardi di perché.

Oggetti sparsi
nella dignità improvvisamente
stracciata
dei corpi straziati.

Odio!
Odio, ancora odio!
Maledetta rincorsa
nella spirale del profondo nulla.

Quale Dio
quale causa
può giustificare l’orrore?

E tu umanità eletta
macchiata di mille colpe
reggerai lo sguardo
del domani spento?

Avrai la forza
di allungare la mano
al tuo “diverso”
o userai ancora la polvere della morte?

 

 

Perché nessuno dimentichi
Perché nessuno dimentichi
lo sterminio umano
l’intelligenza sterminata

che non dimentichino i figli dell’odio
che non dimentichino i figli della rabbia
che non dimentichino i figli dell’indifferenza

perché non si ripeta
oggi ne domani
in ogni altrove

che la terra sia la terra di tutti
che il cammino si faccia in tutti
che si zittiscano le armi per sentire la voce del diverso.

 

 

 

Immagine
(Il suono si fa sembianza)
Ho sentito un bambino piangere.

Non so da dove provenisse
quel gemito,
eppure un bambino piangeva.

Non so di chi fosse quel suono,
ma sento che la voce scolora
in immagine:
quella di un bambino che piange.

Non ha la pelle nera
quel bimbo dentro il mio pensiero,
né bianca,
né di nessun colore.

E’ solo un bambino che piange.
Tutti i bambini del mondo piangono.

È solo un suono che riecheggia da milioni di anni.
Potenti prepotenti della terra, lo sentite?
Io l’ho sentito.

Ho sentito un bambino piangere.

 

 

 

A Piermario Ciani
Ore 5.45; flashback del giorno dopo
Camminando nel mattino
con lo stupore del sole nuovo
l’onda perpetua cancella la sabbia
rimane solitario il sassolino
ricordo della montagna.
Il pensiero rotola nel dolore

 

 

 

Quando il silenzio delle parole
Quando il silenzio delle parole
è la triste voce del dolore
quando il vuoto ti riempie di solitudine
facciamo appello ai ricordi
che ridanno calore al nostro futuro.

 

 

 

 

Un piccolo spazio dedicato a chi,
è bambino,
si sente ancora bambino
vorrebbe ritornare bambino.

La filastrocca dell’amore
Bambino, finché piccino tu sarai,
il mondo di allegria riempirai,
della casa un festoso carosello tu farai,
nel cuore nostro grande tu sarai,
trastullati con i giochi che hai,
ma alla guerra non giocare mai,
quando nel prato gioiosamente più non correrai,
allora, ahimé tu adulto diventerai.

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